Ciclone in Sardegna, morti e dispersi

E’ di diciotto morti e sei dispersi il bilancio diffuso dalla Protezione civile del ciclone che da più di ventiquattr’ore sta colpendo la Sardegna. Da Olbia ad Arzachena, da Oristano a Nuoro “la situazione in tutta l’isola è caotica – ha dichiarato il governatore dell’Isola, Ugo Cappellacci – si tratta di una piena millenaria che si verifica molto raramente”.
12 AGO 20
Immagine di Ciclone in Sardegna, morti e dispersi
E’ di diciotto morti e sei dispersi il bilancio diffuso dalla Protezione civile del ciclone che da più di ventiquattr’ore sta colpendo la Sardegna. Da Olbia ad Arzachena, da Oristano a Nuoro “la situazione in tutta l’isola è caotica – ha dichiarato il governatore dell’Isola, Ugo Cappellacci – si tratta di una piena millenaria che si verifica molto raramente”. Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, arrivato a Olbia per verificare lo stato dell'ermergenza, al termine della riunione operativa sul maltempo ha dichiarato: "I sindaci chiedono giustamente l'esclusione dal patto di stabilità di quello che sarà la ricostruzione e sicuramente sarà così". Dichiarazioni sull'emergenza in Sardegna sono arrivate anche dal leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che ha affermato: "Sono sicuro che il governo regionale e il governo nazionale faranno tutto quanto è nelle loro possibilità per affrontare questa emergenza".
Sono oltre seicento fino ad ora gli interventi dei Vigili del fuoco e centinaia di operazioni di recupero e soccorso sono ancora in corso. Il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, è arrivato a Olbia dove si è subito riunito con il governatore dell’isola e il sindaco della città, Gianni Giovannelli, per cercare di stilare un piano di emergenza mentre il premier Enrico Letta ha annunciato via twitter la convocazione “d’urgneza di un Consiglio dei ministri per la dichiarazione della stato d’emergenza in Sardegna”.
Nelle prime ore del mattino quattro sezioni operative dei Vigili del fuoco sono partite da Lazio e Toscana dirette sull’isola per offrire supporto nelle operazioni di soccorso. Innumerevoli i disagi registrati sin qui su strade, linee elettriche, porti e aeroporti. Diverse strade risultano allagate e sono state chiuse al traffico; smottamenti hanno generato rallentamenti e ulteriori chiusure sul tratto stradale Olbia-Nuoro. L’Anas è all’opera per cercare di ristabilire la normale transitabilità in piena sicurezza.

Ferrovie e aeroporti registrano forti disagi. Quattro voli non sono riusciti ad atterrare a Cagliari e sono stati quindi fatti rientrare agli aeroporti di partenza. Ancora attraccata in porto la nave che da Civitavecchia doveva raggiungere Cagliari. Binari allagati vicino Iglesias e circolazione bloccata nell’Oristanese.
Interventi rapidi e individuazione dei fondi necessari per affrontare le primissime emergenze. Sono queste le finalità del Consiglio dei ministri convocato d’urgenza questa mattina dal Presidente del consiglio Enrico Letta. Intervistato dal direttore del Gr, Letta ha spiegato come “la prima cosa è salvare vite umane, prestare assistenza e ripristinare la viabilità principale. Siamo di fronte a un dramma di proporzioni incredibili – ha aggiunto – perché in ventiquattr’ore è piovuta una massa d’acqua equivalente alle precipitazioni di un anno intero in quella zona”.
Enrico Letta si recherà “sicuramente” in Sardegna mentre “il Ministro della difesa, Mario Mauro, sarà in Sardegna già oggi”. “E’ una vicenda che ha assunto da subito carattere di una tragedia nazionale e così la stiamo gestendo sin dall’inizio”, ha poi chiuso il suo intervento radiofonico il premier.
Il Consiglio di ministri ha stanziato 20 milioni di euro per affrontare le prime emergenze causate dall'eccezionale ondata di pioggia che si è abbattuta sulla Sardegna. "Lo stato di emergenza -ha detto Letta- riguarda l'allocazione di 20 milioni di euro, un quantitativo che in questo momento crediamo essere necessario per gli interventi primari, essenziali: il salvataggio delle vite umane, l'assistenza alle popolazioni sfollate e il ripristino della viabilità, dato che c'è un blocco drammatico che rende molto più complessi gli interventi".
Anche la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha disposto lo stanziamento di un milione di euro dai fondi derivanti dall'otto per mille, come prima risposta solidale alla tragedia che ha colpito nelle scorse ore il Nord-Est della Sardegna. A renderlo noto è stata la stessa Cei. Papa Francesco, impressionato dalla tragedia che si è abbattuta sulla Sardegna, ha manifestato la propria solidarietà con un tweet:
Quello che è accaduto in Sardegna non può piu' essere considerato un fatto eccezionale. Ne sono convinti i geologi italiani, che con una nota a firma del presidente del Consiglio nazionale, Gian Vito Graziano, torna sui numeri del dissesto ambientale in Italia. Afferma infatti Graziano: "Qualora non fossero ancora chiari i termini del dissesto idrogeologico, i geologi hanno il dovere morale di non abbassare la guardia, ricordando al Paese che la popolazione esposta a fenomeni franosi ammonta a 987.650 abitanti, mentre quella esposta alle alluvioni raggiunge 6.153.860, come evidenzia ancora l'Annuario Ispra. Anche se le proiezioni quantitative per la frequenza e l'intensità delle inondazioni sono ancora incerte, l'Agenzia europea sostiene che sia probabile che l'aumento delle temperature in Europa porterà a inondazioni più frequenti e intense in molte regioni, a causa del previsto aumento dell'intensita' e della frequenza di eventi meteorologici estremi".
Non è solo colpa del clima. "Ma non è solo colpa dei cambiamenti climatici - ha proseguito Graziano - perché ad esempio l'urbanizzazione sfrenata, ha eroso dal 1985 ad oggi ben 160 km di litorale. I numeri recentemente pubblicati nell'Annuario dei Dati ambientali 2012 dell'Ispra parlano chiaro: se in Italia per oltre 50 anni si sono consumati in media 7 mq al secondo di suolo, oggi se ne consumano addirittura 8 mq al secondo. Significa che ogni 5 mesi viene cementificata una superficie pari a quella del comune di Napoli e ogni anno una pari alla somma di quelle dei comuni di Milano e di Firenze. Per non parlare degli incendi , il 72 per cento dei quali risulta essere di natura dolosa, il 14 per cento di natura colposa e il restante 14 per cento di natura dubbia. Da tempo i geologi chiedono l'istituzione di una commissione che possa affrontare tali problematiche cosi' come fece la Commissione De Marchi".